Informazioni generali

Data: Realizzato tra il 1840 e il 1847 l’edificio di culto venne aperto ai fedeli solo nel 1861.

Committenza: Grazie ad un lascito testamentario di Giovanni Vicenza Ponzone si diede avvio alla costruzione del nuovo e magniloquente Duomo cittadino. Il progetto e la sua concreta realizzazione furono affidati all’architetto Fermo Zuccari. L’ Abate Michele Bignami, si preoccupò non solo di incrementare la quadreria della chiesa, donando così alla comunità cittadina importanti testimonianze artistiche, ma si occupò anche, di finanziare i lavori di ristrutturazione e abbellimento della cripta. La stessa sorte riguardò anche l’edificazione del campanile adiacente.

Tipologia: L’ edificio è caratterizzato da una pianta a croce greca suddivisa a sua volta in tre navate.

Stile: Prevalentemente Neoclassico, ma assorbe influssi stilistici di varie epoche.

Materiali: Il Marmo bianco, ma soprattutto mattoni in cotto sono quelli utilizzati con più frequenza. Il loro contrasto cromatico crea un piacevole gioco di volumi architettonici.

Stato di conservazione: Buono. L’edificio non ha subito restauri troppo profondi, tali da modificarne il profilo estetico. Ma il campanile, invece, è frequentemente soggetto a riparazioni.

Progettazione

L’architettura, di cui Fermo Zuccari è l’autore, venne costruita nel luogo in cui sorgeva una più antica chiesa, risalente al XV secolo, anch’essa dedicata a Santo Stefano Protomartire. L’edificio più antico venne abbattuto per permettere la costruzione dell’attuale Duomo, il quale assunse il titolo di Parrocchiale Maggiore. L’ingresso, più alto rispetto al livello stradale, è costituito da un pronao, chiaro riferimento alla cultura classica. Ad attirare l’attenzione dell’osservatore è l’ampio fornice che contraddistingue l’arco di trionfo, sopra il quale poggia un timpano a forma triangolare.

 

Proporzioni ed elementi strutturali

La pianta a croce greca è caratterizzata dalla presenza di sei cappelle. Due maggiori, dedicate ai Misteri del Rosario (navata sinistra) e all’Adorazione del Santissimo Sacramento (navata destra), e quattro minori, dedicate a San Giuseppe, alla Crocifissione, al Battesimo e alla Madonna Immacolata, simmetricamente disposte intorno alle maggiori.

Nelle pareti delle cappelle, come in altri punti, si trovano svariati dipinti a soggetto non solo religioso e sculture di vari artisti, risalenti a epoche diverse. Tra queste è possibile menzionare le opere di Giuseppe Diotti, risalenti all’Ottocento, ma anche quadri di Giovanni Battista Trotti detto il Malosso, di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, di Francesco Maria Rondani, il veneto Jacopo Negretti detto Palma il giovane, Cristoforo Agosta, Marcantonio Ghislina e Francesco Antonio Chiozzi, i cui lavori artistici spaziano dal XVI al XVIII secolo. E’ importante ricordare la presenza del famoso artista parmense Francesco Mazzola, detto il Parmigianino. Il pittore, infatti, nel 1540 si rese autore di un’importante pala d’altare, oggi conservata a Dresda.
Numerose sculture decorano l’ambiente, tra cui 28 statue di santi realizzate in pietra bianca di Vicenza dai fratelli Arturo e Pietro Ferraroni nel 1930, collocate nelle rispettive nicchie. Ad arricchire l’apparato scultoreo vi sono anche due monumenti funebri celebrativi, dedicati uno a Luigi Chiozzi e l’altro al nobiluomo Giovanni Vicenza Ponzone.
Il coro del catino absidale, posizionato dietro l’altare maggiore, è ligneo, ma poco visibile dall’ingresso. Le postazioni, un tempo occupate dai numerosi religiosi che celebravano le sacre liturgie, sono contraddistinte da minuziosi dettagli decorativi.
Il presbiterio è sopraelevato e sovrasta una cripta ipogea; nel lato destro è presente un prezioso organo. In posizione avanzata rispetto all’altare maggiore sono simbolicamente collocate due statue dell’artista Giocondo Albertolli, raffiguranti San Pietro e San Paolo.
Infine, l’importante cupola poggia su un alto tamburo ritmicamente scandito da 16 archi-finestra a tutto sesto, a loro volta intervallati da colonne con capitello corinzio. Dall’esterno dell’edificio è possibile vedere anche la lanterna con la quale la cupola termina.

Contesto storico-culturale

L’edificio venne realizzato già nella prima metà del XIX secolo, ma riuscì ad assolvere la sua funzione solo nella seconda metà del secolo. Tutta l’architettura è influenzata, come osservato, dal Neoclassicismo, ovvero dal ripristino e riutilizzo delle forme architettoniche tipiche dall’architettura greca e romana. Lo stile ottocentesco però non ne recupera solo le cifre stilistiche, ma riprende anche i messaggi di sobrietà e proporzioni tipici dei templi antichi.

La Chiesa, oggi come allora, ha un ruolo centrale per la città di Casalmaggiore. Tutte le opere custodite all’ interno del Duomo assumono una forte valenza culturale e un significato profondo. Ogni opera è intrisa di topos teologici e morali della Bibbia e delle sacre scritture, come per esempio la scena dell’Ultima Cena, l’Annunciazione e la Crocifissione. Immagini con le quali i fedeli, da secoli, possono confrontarsi.

Spazio: Pur essendo decentrato rispetto a piazza Garibaldi, il Duomo, con la sua imponente mole, è l’edificio che più di altri spicca nello skyline di Casalmaggiore. Il luogo di culto sorto alla fine dell’importante arteria cittadina di via Favagrossa ne costituisce, con la sua presenza, una suggestiva immagine prospettica.

Approfondimenti

Residenza storica ristrutturata da Luigi Bianzani sotto commissione dei fratelli Giovanni e Paolo Fadigati, situata nei pressi del Duomo, in via Favagrossa.

Quadro di Marcantonio Ghislina raffigurante la Madonna col Bambino, i santi Stefano e Giovanni Battista e il committente. Attualmente collocato nel presbiterio del Duomo.

Dipinto di Giuseppe Diotti raffigurante la flagellazione di Cristo, collocato nel presbiterio del Duomo.

Quadro di Guglielmo Caccia, intitolato Virtù di Temperanza e Prudenza, collocato nel soprapporta del Duomo.

Il percorso del Parmigianino