Informazioni generali

Autore: Giacomo Misuraca (1863-1939)
Periodo d’esecuzione: tra 1891 e il 1895

Committenza: non sarebbe preciso parlare di un unico committente. Infatti, fu la Municipalità cittadina a indire un concorso per l’edificazione del nuovo edificio. Il progetto fu generosamente finanziato da Leopoldo Molossi, ricordato anche da una lapide commemorativa.

Tipologia: architettura-edificio pubblico
Principali materiali utilizzati: cotto e marmo
Ubicazione: Casalmaggiore, Piazza Garibaldi

Descrizione

Progettato dal palermitano Giacomo Misuraca, vincitore di un concorso bandito nel 1888, l’attuale palazzo del Municipio venne inaugurato il 24 novembre del 1895.

Per quanto riguarda il profilo estetico esterno dell’edificio l’architetto ripristinò il linguaggio austero dell’architettura gotica, ma aggiungendovi alcuni dettagli della più moderna e sinuosa Art Nouveau. Infatti, l’edificio rimanda inevitabilmente al glorioso “passato castellano” e dell’età comunale di Casalmaggiore. Le merlature (tipiche delle architetture fortificate), le aperture ogivali, gli archetti pensili e la centrale torre dell’orologio sono chiari esempi di stile Neogotico. Ed è proprio sugli spigoli della torre che Misuraca aggiunse drappi morbidi e sinuosi, utilizzando le forme naturali dell’Art Nouveau.
La loggia, coperta con volte a crociera con costoloni, è un chiaro e ulteriore rimando al Gotico. Questo elemento architettonico, oggi inglobato nel moderno edificio, è la parte più antica dell’intera costruzione. Infatti, già dal XVII secolo, questo spazio coperto e facilmente percorribile veniva utilizzato come sede espositiva e commerciale.

Si può per altro notare l’attento studio attuato da Giacomo Misuraca dei dettagli più minuziosi, come i punti luce, ovvero le lanterne che si trovano nell’intradosso degli archi della loggia.

Nella facciata che si erge su piazza Turati non è contemplato l’uso del marmo. Per questo essa è più semplice rispetto all’imponente e rappresentativa facciata di Piazza Garibaldi, sulla quale il pregiato materiale bianco si unisce al colore scuro dei mattoni in cotto, conferendo alla superficie il caratteristico aspetto cromatico.

Passando per l’entrata principale, il cittadino è invitato a percorrere la monumentale sca-
linata che conduce al primo piano. Salendo i gradini si possono notare il volto in bronzo
di Garibaldi e la sua lapide commemorativa, sulla quale vengono riportate alcune frasi del suo messaggio di ringraziamento rivolto alla popolazione casalasca per l’aiuto ricevuto a sostentamento alla causa indipendentista della Polonia.
Ulteriore testimonianza del passato cittadino è un quadro di grandi dimensioni che rimanda all’età comunale. Al termine delle rampe di scale si arriva al piano nobile, le cui forme architettoniche sono coerenti con il linguaggio utilizzato per l’esterno. Il corridoio della galleria del piano nobile è curiosamente arricchito da armamenti risalenti al XVI secolo. Infatti, è possibile vedere (in posizione di soprapporta) una collezione di armature donate al Comune nel 1845 da Esusebio Aroldi, un collezionista e generoso cittadino.

Simbologia e iconografia

Il palazzo comunale rappresenta la sede del potere politico ed amministrativo della città.
Al suo interno, salendo lungo la scala principale, possiamo trovare alla nostra sinistra una lapide posta ad encomio di Leopoldo Molossi, per ringraziarlo dell’ingente somma di denaro elargita per la costruzione del palazzo cittadino, e un quadro di autore anonimo che ritrae, probabilmente, Giovanni Baldesio, nativo di Casalmaggiore e trasferitosi poi a Cremona, città nella quale venne eletto, nel 1085, Gonfaloniere Maggiore.
Il dipinto è caratterizzato da toni cupi, tranne che per le tre sfere-mele che tiene il protagonista, due in mano e una terza dipinta sotto il suo piede. La dorata luminosità di questi tre misteriosi oggetti sferici attira, inevitabilmente, lo sguardo dell’osservatore.

Approfondimenti

Dipinto anonimo raffigurante Giovanni Baldesio, situato nella scalinata principale.

Quadro raffigurante il giuramento di Pontida, creato da Giuseppe Diotti, collocato nella sala consigliare.

Studio a carboncino di Luigi Quarenghi raffigurante una rappresentazione allegorica della Giustizia, collocato nella sala consigliare.

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